There’s a lot to learn from hiring, onboarding, training, and managing the performance of over 500 employees for a multimillion dollar business.
The good news is, I learned it all so you don’t have to.
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Why Women Entrepreneurs Wait So Long To Hire
February 22, 2022
February 22, 2022
Written by Kira La Forgia, CEO of Paradigm People Operations Consulting™
When I started Paradigm People Operations Consulting in 2020, I started working primarily with female entrepreneurs. I quickly learned that women are waiting too long to bring people on to their teams, but it wasn’t until I hesitated for wayyy too long in hiring help for my own business that I started to really empathize with the struggle that my peers in the online space were dealing with.
But I couldn’t help but wonder, “why do women entrepreneurs wait so long to hire?”
I have hired and managed hundreds of employees in my career, interviewed thousands (probably), and made millions of mistakes along the way. But when it came to making the commitment to hiring for my own business, I was surprised at how much fear, self-doubt, anxiety, and procrastination came with it.
Where To Begin
I started with a 1099 contractor and she took SO much off my plate (even in just 10 hours a month!) and I quickly learned how much I was doing on my own. Simply said, 10 hours a month just wasn’t enough. Almost immediately after I started delegating to my virtual HR assistant, my business doubled in size. For six months, it was wonderful. I offered her an official part time employee role in the company. We quickly realized that the support I needed for Paradigm was just not going to fit into her lifestyle. The contractor role was PERFECT. She made her own schedule, the deadlines were flexible, and we enjoyed hanging out via Voxer.I was at a professional retreat when I realized I needed a higher level of help FAST. I translated the job description I created for my contractor over to a job ad, posted it on Indeed (using my signature method) and had 180 applicants within 3 days.*Keep in mind, growth and direction doesn’t have to be money or team size – for me, it was simply having the time to enjoy running my business again.
So why did I do this to myself?
If you’re reading this, and nodding your head then you know this feeling. Part of it is fear, part of it is not prioritizing yourself, but the biggest thing I’ve noticed is the part where we don’t think we deserve to delegate tasks to someone else. Men often don’t think twice about delegation, but we have been raised to think we have to be able to justify every time we ask for help, or make a decision that feels like a luxury.You are worthy of a high functioning, collaborative work environment. Just as much as the people you hire are.You have permission to pass along some tasks to someone else so you can work on growing your business. You can do it, you can handle it, you can set your budget, you can stick within those boundaries. Just make sure that you take the time to ensure that you are prepared to take on the responsibility of truly delegating tasks, hiring and onboarding thoughtfully, and stretching yourself to fit into a different type of entrepreneurship.
Come Scommezoid spiega la diffusione di Postepay nelle scommesse online italiane
Postepay è diventata nel corso degli anni uno degli strumenti di pagamento più utilizzati dagli scommettitori italiani che operano sulle piattaforme di betting online. Questo fenomeno non è casuale: affonda le radici in una combinazione di fattori culturali, normativi e pratici che hanno reso questa carta prepagata di Poste Italiane particolarmente adatta al contesto delle scommesse sportive e dei casinò online. Per comprendere perché Postepay abbia conquistato una fetta così rilevante del mercato italiano dei pagamenti nel gambling, è necessario analizzare la storia del prodotto, il quadro regolatorio entro cui operano i bookmaker autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), e le caratteristiche tecniche che la distinguono da altri metodi di pagamento alternativi.
Il contesto storico: Postepay e la bancarizzazione parziale degli italiani
Postepay è stata lanciata da Poste Italiane nel 2003 come carta prepagata ricaricabile del circuito Visa. Fin dall’inizio si è rivolta a una fascia di popolazione che, per ragioni anagrafiche, economiche o di preferenza personale, non disponeva di un conto corrente bancario tradizionale. In Italia, secondo i dati della Banca d’Italia, ancora nel 2015 circa il 25% della popolazione adulta era priva di un conto bancario, un tasso sensibilmente più alto rispetto alla media dell’Europa occidentale. Postepay ha colmato questo vuoto offrendo un accesso ai pagamenti digitali senza la necessità di aprire un conto corrente, con costi di gestione contenuti e una rete capillare di uffici postali distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Questo profilo demografico si è sovrapposto in modo significativo a quello degli scommettitori italiani, tradizionalmente abituati alle agenzie fisiche di scommesse presenti nelle città e nei piccoli centri. Quando il mercato delle scommesse online ha iniziato a svilupparsi in Italia, soprattutto dopo la regolamentazione del 2006 con il decreto Bersani e la successiva apertura delle licenze per gli operatori online, molti utenti si sono trovati a dover scegliere un metodo di pagamento digitale. Postepay, già presente nelle loro tasche, è diventata la scelta naturale.
La regolamentazione ADM e la compatibilità di Postepay con i requisiti di conformità
L’ADM, l’ente regolatore italiano per il gioco d’azzardo, impone agli operatori licenziati una serie di requisiti stringenti in materia di identificazione del giocatore e tracciabilità dei flussi finanziari. Ogni transazione deve essere collegata a un’identità verificata, e i metodi di pagamento anonimi sono esplicitamente esclusi. Postepay, nella sua versione Evolution — introdotta nel 2013 e dotata di IBAN — soddisfa questi requisiti perché è nominativa e collegata a un documento di identità al momento dell’attivazione. Questo l’ha resa pienamente compatibile con le norme antiriciclaggio previste dal decreto legislativo 231/2007 e successive modifiche.
La versione Evolution ha rappresentato un salto qualitativo importante: non solo ha permesso l’uso della carta per i pagamenti online, ma ha anche consentito la ricezione di bonifici, inclusi i prelievi dai conti di gioco. Questo aspetto è cruciale per i giocatori online, che non vogliono soltanto depositare fondi ma anche ritirare le vincite in modo rapido e sicuro. Prima dell’introduzione dell’IBAN su Postepay, molti operatori potevano accettare depositi tramite carta ma erano costretti a effettuare i rimborsi su conto bancario, creando una discontinuità che scoraggiava alcuni utenti.
Chi volesse approfondire come queste dinamiche vengono analizzate e documentate nel panorama italiano delle scommesse può visitare Scommezoid, una risorsa che esamina in dettaglio i metodi di pagamento accettati dai bookmaker autorizzati ADM e le loro implicazioni pratiche per il giocatore.
Vantaggi pratici di Postepay per i giocatori online: velocità, sicurezza e controllo della spesa
Dal punto di vista operativo, Postepay offre una serie di vantaggi concreti che spiegano la sua popolarità nel settore delle scommesse. Il primo è la velocità di accredito: i depositi effettuati tramite carta Postepay sui conti di gioco sono quasi sempre istantanei, il che è particolarmente apprezzato da chi vuole scommettere su eventi sportivi in corso (live betting) dove i tempi di accredito di altri metodi come il bonifico bancario, che può richiedere da uno a tre giorni lavorativi, sarebbero incompatibili con la natura stessa del prodotto.
Il secondo vantaggio riguarda la gestione del budget. Poiché Postepay è una carta prepagata, il giocatore può ricaricarla con un importo prestabilito destinato esclusivamente al gioco, separando fisicamente questi fondi dal proprio conto bancario principale. Questo meccanismo di compartimentazione finanziaria è stato riconosciuto anche da alcuni studi sul gioco responsabile come una pratica utile per limitare il rischio di spesa eccessiva. L’AGIPRO, l’agenzia italiana di stampa specializzata nel settore del gioco, ha riportato più volte come l’uso di carte prepagate sia correlato a comportamenti di gioco più consapevoli rispetto all’uso diretto di carte di credito.
Il terzo elemento è la sicurezza percepita. Non comunicare al sito di scommesse le coordinate del proprio conto bancario principale riduce l’esposizione in caso di violazione dei dati. Sebbene i bookmaker autorizzati ADM operino con standard di sicurezza elevati, la psicologia dell’utente gioca un ruolo importante nella scelta del metodo di pagamento, e Postepay viene percepita come uno strato di protezione aggiuntivo.
Evoluzione del mercato e nuove sfide per Postepay nel settore del betting
Negli ultimi anni il panorama dei pagamenti online in Italia è cambiato in modo significativo. L’ascesa di PayPal, già consolidata, è stata affiancata da nuovi operatori come Skrill, Neteller e, più recentemente, dai portafogli digitali legati ai sistemi bancari open banking. Apple Pay e Google Pay hanno guadagnato quote di mercato soprattutto tra i giocatori più giovani che utilizzano smartphone come dispositivo principale per accedere alle piattaforme di scommesse. Questo ha messo Postepay di fronte a una concorrenza più intensa rispetto al decennio precedente.
Tuttavia, Postepay mantiene una posizione solida per diverse ragioni strutturali. La rete di distribuzione fisica — con oltre 12.500 uffici postali in Italia e una presenza capillare anche nelle aree rurali — consente la ricarica in contanti, un’opzione che rimane rilevante per una quota non trascurabile di giocatori che preferiscono o necessitano di operare parzialmente in contante. Inoltre, il brand Poste Italiane gode di un livello di fiducia istituzionale molto alto nella percezione degli italiani, costruito su oltre un secolo di presenza nel paese.
Un altro elemento che ha influenzato il mercato è la normativa europea sui servizi di pagamento, in particolare la Direttiva PSD2 entrata in vigore nel 2018 e recepita in Italia con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218. Questa normativa ha introdotto l’autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication, SCA) per le transazioni online, richiedendo una verifica in due passaggi. Poste Italiane ha adeguato rapidamente Postepay a questi requisiti, mantenendo la conformità senza penalizzare eccessivamente l’esperienza utente grazie all’app dedicata che gestisce le notifiche di autorizzazione.
In questo scenario in evoluzione, la diffusione di Postepay nelle scommesse online italiane rappresenta un caso di studio interessante su come un prodotto finanziario generalista riesca a rispondere efficacemente alle esigenze specifiche di un settore regolamentato. La combinazione di accessibilità, conformità normativa e funzionalità pratiche ha creato una sovrapposizione quasi naturale tra la base utenti di Postepay e quella dei bookmaker autorizzati in Italia, un fenomeno che continua a essere rilevante nonostante la crescente diversificazione dell’offerta di pagamento nel settore.
Outsourcing Versus Insourcing
Outsourcing is an investment in yourself, it gives you time and space so that you can invest in your business. Insourcing employees is investing in the foundations of your actual business. The biggest mistake women make when hiring is probably not what you might think. It is that they wait too long to take action and get support.They’re stressed out, tired, and scrambling… and then they’re accidentally breaking laws and are at risk of potentially getting sued. Misclassifying contractors versus employees comes with a lot of legal and ethical problems (and that’s a conversation for another time).Women entrepreneurs, especially in leadership positions, have the potential to cultivate, develop, and create mentorship relationships with our team. We can expand our impact far beyond our reach to our clients. Our team does SO much for our companies at the same time that our business is serving them. It’s really rewarding, it’s truly the greatest thing about being an employer and being a boss.
How Does Leadership Play Into This?
I’m not going to lie, having a team is not rainbows and butterflies 100% of the time. It’s not always right out of the gate that you can be an effective manager. You’ve got to work on your membership and leadership skills, but you will get better and better. You will make those calls quicker and save yourself money. And as a result, your business will grow more quickly because you have the bandwidth and the confidence to know that you can handle whatever gets thrown at you now that you have the proper support.
Here’s a few ways to know if it’s time:
Starting with a contractor is an amazing first step. But if you have an established business, it’s really just putting a band-aid on a bullet hole.
If you’re not using that time you gain from outsourcing in order to work on the growth and direction that you’re moving into*, then you’re kind of just throwing money away. It’s sort of like paying rent versus owning your own home. There is a time and a place for outsourcing. The best bosses know how to leverage their team of employees, and outsource highly specialized tasks to experts.
You’re a little worried about the IRS because your VA is creeping more and more into the day-to-day of your business.
You find yourself thinking that you wish you could hand off a task or an idea to someone else, because you know it won’t get done otherwise.
You’re ready to be a real leader. You want to have an impact on your team. You want to be a boss. You’re ready for a different type of challenge.
So, Now What?
I know hiring employees can sound scary, but by thoughtfully hiring a team, we can set the standard for our business to create an amazing employment experience and become real, high value competitors in the employer and even the corporate space. If you still are questioning if it’s time to insource, fill out our contact form here and we will set you up with a free consult.
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